IL GIRO DEL MONDO partendo dal continente più difficile: l’Africa!

Lasciare il proprio lavoro dopo ben otto anni, potrebbe sembrare già un enorme sfida ai tempi d’oggi in Italia, ma se aggiungiamo a questa storia il fatto d’intraprendere un Giro del mondo, armato solo di zaino e fotocamera e iniziarlo dal continente forse più difficile…L’AFRICA, ognuno di noi penserà che questo ragazzo, Giuseppe, sia un folle. Mentre io provo verso di lui un enorme ammirazione, per il coraggio che ha avuto di lasciar tutto e partire, grazie a quel pizzico di follia che lo distingue da tanti altri.

Giuseppe mi ha raccontato che la sua passione per il viaggio è nata in una maniera un po’ più analoga del solito, perché fin da ragazzino amava fare amicizia con persone straniere e conoscere nei minimi dettagli le sfaccettature delle differenti loro culture, portandolo a fare amicizia con tanti ragazzi appartenenti alle seconde generazioni di stranieri creando così già in Italia il suo piccolo mondo multietnico!

Ora la parola passa a te, siamo curiosi di ascoltare la tua storia…

Per quale motivo hai deciso di lasciare l’Italia e soprattutto quanti anni avevi il giorno della tua partenza?

Premetto che la mia è sempre stata una predisposizione al viaggio, perché già in giovane età prendevo il pullman e attraversavo l’Italia, la prima volta avevo tredici anni e mi feci un viaggio di 800 km circa. Poi per anni ho viaggiato in Europa ed un paio di volte fuori dal nostro continente, ma sempre come vacanziero, perché per motivi personali non potevo lasciare la mia città. Ma le cose con il tempo sono cambiate e un anno e mezzo fa, all’età di 28 anni decisi che era il momento d’intraprendere il giro del mondo!

Come hai programmato il tuo itinerario e con l’inglese come te la cavavi?

Dopo un piccolo tratto del sud ovest dell’Europa, sono approdato in Senegal e il mio giro del mondo penso sia nato proprio lì. Il Senegal perché in Italia avevo conosciuto una comunità senegalese di seconda generazione, poi scegliendo l’Africa come primo continente, non ho potuto resistere ad andare di persona a conoscere e documentare la cultura locale. I primi tempi a Dakar, ho vissuto in un ostello di una ragazza belga che era un luogo di passaggio dei pochi occidentali che incontrai in quel territorio. Ho migliorato il mio inglese parlando con americani o australiani ecc.. Ammetto però che i primi giorni non ci capivo nulla e mi isolavo molto per paura di fare figuracce.

Hai mai lavorato durante il tuo viaggio?

Avevo lavorato per circa 8 anni per un’azienda della mia città e in viaggio fino ad ora non ho mai lavorato perché fortunatamente ho dei risparmi da parte che mi sostengono. In questo momento mi dedico solo alla fotografia e video che sono la mia più grande passione.

Ti sei mai sentito solo o hai mai avuto paura durante le tue avventure?

Solo ti senti spesso, ma se hai personalità, che dopo tanti mesi di viaggio viene naturale anche al più timido, è come se sei in compagnia tutti i giorni. Perché la gente del posto è molto incuriosita ed amichevole, quindi chiacchieri e spieghi a tutti chi sei e cosa stai facendo. Poi con questi baffi non passo certo inosservato.

Tra vent’anni sarai più deluso dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. E allora molla gli ormeggi. Lascia gli alisei riempiano le tue vele. Esplora. Sogna.

Mark Twain

Come descriveresti il tuo giorno perfetto?

Il giorno perfetto penso sia il raggiungimento della felicità dopo anni di preparazione, sia psicologica che organizzativa. Perché un viaggio del genere richiede tanto, su ogni aspetto. Ma il giorno perfetto è anche ritrovarsi difronte ad un tramonto da togliere il fiato, con una tribù in qualche angolo d’Africa che anni prima potevo vedere solo sui documentari, un vulcano in eruzione o mangiare dell’ottimo cibo proveniente da quel luogo d’origine.

Ti è mai capitato d’incontrare una persona stravagante fuori da ogni schema sociale?

Una persona stravagante?? I viaggiatori sono tutti un po’ svitati. Negli ostelli o per strada si possono incontrare personaggi da ogni angolo del globo che hanno mollato tutto e si sono adattati ad ogni lavoro o stile di vita pur di viaggiare. Te ne posso raccontare uno che mi è rimasto a cuore, un signore americano che dopo anni di viaggio aveva deciso di fermarsi in Egitto, in particolare nel villaggio sul mar rosso dove io sono rimasto bloccato per tre mesi a causa della pandemia. Lui passava le sue giornate alzandosi all’alba, preparando del gelato locale fatto di riso e latte e dopo di che andava in giro per il paese in bici a torso nudo sotto il sole, strillando così da far avvicinare la persone e fargli acquistare quella prelibatezza. Si era anche convertito all’Islam ed era diventato molto devoto. Non l’avresti mai detto vedendolo, era tutto tatuato con capelli lunghi biondi e barba incolta, un vero e proprio personaggio stravagante!!

Il tuo cibo preferito quello che più a rapito il tuo cuore qual è?

Cibi tantissimi, ma ti citerei più che altro la mia bevanda preferita, il Karkadè egiziano. L’avevo provato in Sudan prima di salire in Egitto, ma ironia della sorte in Egitto vivevo a casa di un signore del Sudan che lo preparava meglio di chiunque altro. Sono petali di fiore essiccati e poi lasciati marinare in acqua, filtrata e infine zuccherata. Una bevanda squisita!

Pensi di essere differente da quando sei partito e ora che stai vivendo questa tua avventura torneresti mai in Italia?

Sicuramente ad oggi sono un’altra persona, questo viaggio però mi ha dato tanto ma tolto altrettanto…Mi ha messo veramente a dura prova e non si tratta solo di fare esperienze di viaggio vedendo luoghi, perché il viaggio ti misura e ti fa conoscere il reale te stesso, tirandoti fuori debolezze ed insicurezze. Impari molto passando mesi da solo contro tutto e tutti, stando giornalmente in strade differenti, imparare a spostarti, trovare un posto dove dormire o mangiare ecc..

Consiglieresti ad altri ragazzi di fare un’esperienza all’estero fuori da ogni loro comfort zone?

Consiglio a tutti i ragazzi di finire la scuola e partire subito, più si è giovani e più si ha del tempo per fare questo tipo d’esperienza. Diventando subito autonomi e lasciando così la propria comfort zone.

Sembra sempre impossibile finché non si realizza!

Cosa cambieresti del mondo che ti circonda?

Il razzismo. L’odiare o il non apprezzare il diverso, solo perché ha un altro colore di pelle o differenti abitudini culturali. Ho vissuto differenti esperienze scomode in giro per il mondo, bisognerebbe viaggiare anche per questo motivo, apre la mente e scioglie le barriere culturali. Diventando finalmente un tutt’uno ma ognuno con le sue splendide differenze.

Ora ti farò un’ultima domanda cos’è per te la felicità?

La felicità per me è apprezzare di più il luogo dove si è cresciuti e da dove si vuole fuggire, sentire la mancanza di amici e famiglia quando si è lontani e un giorno sognare di tornarci.

Perché il tuo paese lo apprezzi davvero, quando non lo vivi più!

Giuseppe Provenza

Grazie mille Giuseppe per aver condiviso con noi la tua storia, le tue esperienze, quella tua voglia di mettersi in gioco facendo una cosa assolutamente non semplice come quella di girare il mondo, visitando paesini piccoli e poveri ma con un enorme cultura che secondo il mio parere tutti noi dovremmo imparare a conoscere fin da bambini, così che in età adulta ameremo ogni stravagante differenza di questo immenso e bellissimo pianeta.

Buona fortuna per il proseguimento del tuo lungo viaggio!

Buona Vita Giuseppe!

Qui sotto come al solito vi lascio i link per seguire le sue avventure.

4 pensieri riguardo “IL GIRO DEL MONDO partendo dal continente più difficile: l’Africa!

  1. Veramente avventuroso Giuseppe!!!! Ammiro il suo coraggio per aver lasciato una realtà che conosce per un’altra completamente sconosciuta. L’Africa è bella ma è anche molto difficile, turbolenta…. gli faccio tanti cari auguri per questo suo avventuroso giro del mondo!!!!

    Piace a 1 persona

  2. è sempre interessante leggere di questi giovani che hanno avuto il coraggio di cambiare vita radicalmente, infondono speranza e positività, cose essenziali per guadare al proprio futuro, specie in un momento così nero come quello che stiamo affrontando…👍

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: